Fonte:IlTempo

A Quarta Repubblica, il programma di approfondimento giornalistico di Rete 4, Nicola Porro ha coinvolto gli ospiti presenti in studio in una discussione sul radicalismo e sull’effetto degli estremisti sui giovani. “Il punto che volevo cercare di affrontare stasera è se c’è obiettivamente un rischio che questi ragazzi di seconda generazione che si sentono egiziani, che si sentono musulmani rappresentino un problema terroristico nel Paese”: così il conduttore è andato dritto al tema centrale della puntata. Tra gli interlocutori anche Roberto Vannacci, che subito è intervenuto.

“Guardi, io sul tema terroristico non mi esprimo. Preferisco esprimermi sull’integrazione. Che esista un problema di integrazione, penso che sia davanti agli occhi di tutti. Gli Stati Uniti dovrebbero essere l’esempio del Paese multiculturale e mi piacerebbe sapere quali sono quegli indicatori che lascerebbero trasparire che un Paese multiculturale è un Paese migliore rispetto a uno che non lo è”, ha detto il generale Vannacci. Prendendo come esempio gli Stati Uniti, da sempre simbolo della libertà e della convivenza di culture e tradizioni, ci si rende conto però che “è uno dei Paesi dove la violenza è più alta, dove i crimini a sfondo razziale sono più alti”.

La pericolosità più grande, dal mio punto di vista, non è tanto il fattore esogeno, cioè le persone che arrivano e che non si vogliono integrare, perché sono pochissime, controllabili e conosciute”, ha continuato Vannacci. “Il problema grosso dell’Occidente è che siamo noi stessi a rifiutare l’identità occidentale. Ogni volta che noi rifiutiamo di chiamare il Natale Natale e lo chiamiamo ‘Festa d’inverno’, ogni volta che rifiutiamo di chiamarci padre e madre, ogni volta che rifiutiamo il presepe, diamo martellate alla nostra civiltà, che è costruita con 3000 o 4000 anni di storia, con l’ipotesi di ridurla in polvere”, ha concluso il generale, commentando l’ultima follia dell’istituto universitario europeo di Fiesole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.