Orban stravince per la quarta volta: valori cristiani e conservatori sono il futuro. Giorgia Meloni: vittoria straordinaria

Orban stravince per la quarta volta: valori cristiani e conservatori sono il futuro. Giorgia Meloni: vittoria straordinaria

 

Fonte:Secoloditalia 04 aprile 2022 di Paolo Lami

Viktor Orban stravince per la quarta volta consecutiva con un’affermazione netta contro tutto e tutti lasciando al palo gli avversari costretti a fare bruscamente i conti con la realtà dopo essersi cullati nei sogni di una impossibile vittoria: l’Ungheria, in controtendenza in Europa, non accetta la narrazione prevalente di un certo mainstream. E sceglie dunque convintamente Viktor Orban per guidarla in un momento delicatissimo della storia europea.

E’ una vittoria del cuore“, ha esultato Orban. Che, a questo punto, veleggia per il quinto mandato.

La sinistra è il peggior investimento di Soros“, ha aggiunto il premier ungherese tirando una staffilata all’icona progressista, il rapace raider terzomondista di origine ungherese che ama dipingersi come un filantropo illuminato e che tifava per la sconfitta di Orban.

Congratulazioni a Viktor Orbán per la straordinaria vittoria. Per batterlo non è bastata nemmeno un’accozzaglia elettorale che ha tenuto insieme tutta la sinistra e l’estrema destra (per l’occasione stranamente considerata presentabile)”, ha detto il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

“Per anni lo hanno attaccato per le sue politiche a difesa dei confini e della famiglia – ricorda Giorgia Meloni – ma nessuno lo ha ringraziato nelle ultime settimane per aver accolto centinaia di migliaia di profughi ucraini”.

“L’Ungheria è membro della Nato e dell’Ue e sta rispettando gli altri impegni assunti – sottolinea la leader di FdI. – È interesse dell’Europa riappassionare gli ungheresi alla causa comune e chiudere spazi alle ingerenze di Russia e Cina, ma per farlo Bruxelles deve innanzitutto rispettare la loro volontà. Che oggi, ancora una volta, ha parlato chiaro”.

Abbiamo mostrato che i valori cristiano-democratici e conservatori non sono il passato, ma il futuro“, dice, a sua volta, il leader di Fidesz sottolineando come in queste elezioni “tutti erano contro di noi“.

È sufficiente andarsi a rileggere certi titoli e certe articolesse di poche ore fa così come le dichiarazioni enfatiche degli avversari di Orban – anche in Italia – per capire quanto abbiano clamorosamente sbagliato in tanti nell’illusione di una vittoria dell’opposizione che non poteva arrivare.

Peter Marki-Zaycandidato dall’opposizione, che ha inutilmente riunito sotto un’unico cartello sei partiti, aveva pronosticato: siamo di fronte ai “cancelli della vittoria”. Che, però, si sono spalancati per Orban, non per loro.

In Italia il solito Enrico Letta che vive nel suo mondo dei sogni, ieri di buona mattina, aveva lasciato cadere “Col fiato sospeso oggi, sperando in un miracolo nelle urne”. Il “miracolo” in cui sperava Letta non c’è stato.

Lo dicono, implacabili, i numeri. Che consegnano di nuovo, per la quarta volta, indiscutibilmente, lo scettro ad Orban: la coalizione composta dal partito di governo Fidesz e dai cristiano-democratici di Kdnp, incassa il 54,6 per cento delle preferenze. Il che significa 134 seggi, su un totale di 199.

L’opposizione dell’europeista Peter Marki-Zay, che ha messo inutilmente insieme tutti gli altri partiti in un’unica alleanza elettorale, resta al palo al 33,6 per cento. Tradotto: soli 58 seggi.

Abbiamo vinto alla grande. Un segnale che si vede anche a Bruxelles“, ha gongolato Orban costringendo l’Europa a fare i conti con la realtà.

Abbiamo vinto contro tutti!“, esulta ancora il premier ungherese. “Questa nostra quarta vittoria consecutiva è la più importante, perché – dice ai suoi che lo acclamano – abbiamo conquistato il potere contro un’opposizione che si era alleata. Si sono alleati tutti e noi abbiamo vinto lo stesso. Abbiamo vinto anche a livello internazionale contro il globalismoContro Soros. Contro i media mainstream europei”.

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