“Questa è una mafia, prendo soldi sulle vite umane”. Nelle intercettazioni i rapporti tra gli attivisti delle Ong e i trafficanti di uomini

“Questa è una mafia, prendo soldi sulle vite umane”. Nelle intercettazioni i rapporti tra gli attivisti delle Ong e i trafficanti di uomini

 

Fonte:Liberoquotidiano 01 aprile 2021

Immigrati, nelle intercettazioni i rapporti tra gli attivisti delle Ong e i trafficanti di uomini

Spuntano le intercettazioni dove Ong e scafisti sembrano quasi collaborare. È il 26 giugno 2017 e l’equipaggio della Vos Hestia – nave noleggiata dalla Organizzazione non governativa Save the Children – si appresta ad un trasbordo di migranti. Sono scortati dai trafficanti di uomini. Questi chiamano gli attivisti “my friends”. “Ma ti rendi conto sembra che ci stanno dando una mano con ‘sti barchini, che collaborano con noi. Pensa se c’era un poliziotto o un carabiniere…”, commentano due marittimi, personale stipendiato che non fa parte delle Ong. Un poliziotto infiltrato c’è davvero: è un investigatore dello Sco. Il suo lavoro diventa materiale d’inchiesta per la Procura di Trapani. Nell’indagine, conclusa all’inizio di marzo, sono indagate 21 persone appartenenti a tre Ong: la tedesca Jugend Rettet, Save the Children e Médecins sans frontières (Msf).

“È una mafia, ma fatta anche male. Nel senso che io sto pigliando soldi, sulle vite umane, su bambini… In pratica la Franco Rosso agenzia di viaggi e turismo”, si legge in due intercettazioni agli atti. È un rapporto controverso, scrive il Fatto quotidiano che pubblica le intercettazioni, quello tra Ong e contrabbandieri.  Le accuse sono a vario titolo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falsificazione dei rapporti sulle operazioni di salvataggio. Save the children elabora addirittura un decalogo interno in cui mette per iscritto “cosa fare e cosa non fare”, in cui in sostanza si invita a non segnalare scafisti alla polizia.

Nel picco del 2016 (180mila sbarchi, un’enormità se confrontati con i 34mila del 2020) le Ong passano da soccorrere il 5% dei migranti al 40%. Due dipendenti di una ditta di security imbarcati con le Ong ambiscono a rivendere informazioni che mettano in cattiva luce le Ong a partiti di destra. È il caso di Pietro Gallo, ex poliziotto, figura già oggetto di un’inchiesta giornalistica del Fatto Quotidiano, e Floriana Ballestra, ex agente della Stradale di Imperia.

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