Quirinale, il voto segreto appeso a Fico. Cambia le regole per sbarrare la strada al Cavaliere

Quirinale, il voto segreto appeso a Fico. Cambia le regole per sbarrare la strada al Cavaliere

 

Fonte:IlTempo 18 gennaio 2022 di Francesco Storace

Appesi a un Fico. Il Presidente della Camera si sente il padrone della palazzina di Montecitorio e pretende di disporre come gli pare sul tema dell’espressione del voto per il Quirinale da parte dei parlamentari. L’auspicio è che lo aiutino a ritrovare la ragione su un voto che semmai è delicato sull’esito e non certo sulle sue modalità. Non ci sono pistoleri sudamericani a minacciare l’espressione libera dei grandi elettori per decidere chi va al Colle.

Fico pretende di decidere tutto lui; pensa e architetta manovre che ai più sembrano solo essere il modo per frenare la candidatura al Colle di Silvio Berlusconi. Ma non è compito suo, come gli ha mandato a dire Antonio Tajani, numero due del Cavaliere: «Il presidente della Camera svolge un ruolo importante ma non è lui il padrone assoluto, ci sono regole e regolamenti. Vedremo, ci saranno delle riunioni e i capigruppo troveranno le giuste soluzioni». Lo dice chi ha presieduto il Parlamento Europeo e Fico farebbe bene a non esagerare.

Perché stando a quanto trapela dalle intenzioni del presidente della Camera, è come se la segretezza del voto possa essere violata solo a suon di interviste. E invece no, ci sono consuetudini che non possono essere messe in discussione contro un candidato. Ma c’è la sinistra che preme e investe il numero uno di Montecitorio di una specie di missione salvifica. È il solito Francesco Boccia del Pd a indossare la casacca dell’agente provocatore: «Fico eviterà al Parlamento l’umiliazione del controllo dei voti». Roba da pazzi.

Proprio perché c’è Berlusconi in campo ci si inventa di tutto per evitare quelli che chiamano «trucchi». E quali sarebbero? Scrivere il suo nome in maniera diversa alcuni dagli altri. Ma dice un esperto parlamentare: «Se al seggio elettorale scrivo onorevole Berlusconi mica mi annullano il voto. In Parlamento vogliamo bruciare le schede?».

La questione è rappresentata dal fatto che ogni gruppo del centrodestra – per il centrosinistra ancora no perché non sanno chi diavolo votare – potrebbe scegliere il Cav scrivendolo in una modalità diversa dagli altri gruppi che lo sostengono. Embè? Che c’entra con la segretezza del voto? Se in una certa maniera il nome del candidato ottiene cento voti anziché i 110 che il suo gruppo potrebbe avere, come li identifichi? Una colossale sciocchezza.

Fico smentisce quasi offeso di pensare ad arzigogoli, ma è la discussione in corso – vedi Boccia – a smentire lui.

Se ne sta parlando eccome, e ieri mattina lo ha tirato fuori persino Repubblica. Il tema è perché menare il can per l’aia con un argomento specioso. Mica furono annullate le famose elezioni del presidente del Senato nel 2006 con le diverse varianti sul nome di Franco Marini. Ma era il candidato del centrosinistra e quindi tutto regolare. E quante volte le elezioni presidenziali del nostro Parlamento si sono svolte con lo stesso metodo…

Ora ci mancava Roberto Fico, che evidentemente è rimasto l’unico a individuare la scatoletta di tonno con l’insalatiera dove si infilano le schede. Ma la rivoluzione non è quella. Potrebbe chiedere lumi a Laura Boldrini, che nel 2015 lesse le schede integralmente e si trattava dell’elezione di Sergio Mattarella. Nel 1999 Luciano Violante aveva invece letto il solo cognome Ciampi in un’elezione plebiscitaria.

Ora ci sono ulteriori «suggerimenti», come leggere nomi e cognomi senza appellativi – tipo deputato, senatore, onorevole, Cavaliere, dottore, eccetera – per non far seguire in tempo reale lo scrutinio da chi è esperto di «lettura» delle schede. Vogliono arrivare all’annullamento dei voti non graditi?

Tutto questo è abbastanza ridicolo. Anche perché contemporaneamente non si sente una parola sulla minaccia di disertare il voto da parte della sinistra e dei Cinque stelle se resta in campo Berlusconi. Siccome hanno timore che si annidino franchi tiratori al loro interno a favore del Cavaliere, non farebbero partecipare al voto i loro grandi elettori. Tutto a posto sulla segretezza del voto, Presidente Fico, in questo caso?

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