“Immigrati e zing***i”. L’africano e il poliziotto? Franco Bechis, schiaffo ai benpensanti di sinistra: “Cos’ho visto io”

“Immigrati e zing***i”. L’africano e il poliziotto? Franco Bechis, schiaffo ai benpensanti di sinistra: “Cos’ho visto io”

 

Fonte:LiberoQuotidiano 21 giugno 2021

Bechis, l’africano di Roma Termini e il poliziotto: “Cari benpensanti, cos’ho visto sul treno”. “Immigrati e zing***i”, vergogna italiana

Un immigrato irregolare, sabato sera 19 giugno, ha terrorizzato i passeggeri della stazione Termini di Roma minacciandone molti mentre urlava stringendo in mano un coltellaccio da cucina. La polizia ferroviaria lo ha rincorso e cercato di catturarlo. La scena è stata ripresa da qualche passante e a bordo della sua auto anche da un tassista che se li è trovati all’improvviso di fronte. Uno degli agenti ad un certo punto ha puntato la pistola e sparato mirando alle gambe e ponendo termine a una mezz’ ora ormai di terrore nella zona. Immediata la polemica sul poliziotto “che a dire dei benpensanti non avrebbe mai dovuto premere quel grilletto”, scrive Franco Bechis sul Tempo. Il clandestino è Ahmed Ibrahim ha 44 anni e non rischia la vita. Ha numerosi precedenti, ha devastato chiese nel centro di Roma, preso di mira ogni simbolo religioso, tentato di entrare con la forza in piazza San Pietro, assalito perfino un centro islamico ferendo l’Imam che era lì a pregare.

E radicalizzato, ha cercato di indottrinare altri in cella con lui inneggiando alla Jihad. Da tempo avrebbe dovuto essere allontanato dall’Italia ma non può essere rimpatriato. Per Bechis se i poliziotti, “avessero avuto un Taser come chiedono da anni le forze di polizia, avrebbe avuto un’alternativa efficace a quella pistola. Ma non era in suo possesso, e certo non per colpa dell’agente. E ha fatto la cosa più utile per la sicurezza di tutti i cittadini e dei turisti che certo non arriveranno a frotte davanti a immagini come quelle viste alla stazione dei treni della capitale di Roma sabato sera. Ho utilizzato spesso il treno in questi mesi e visto che le condizioni di insicurezza in cui ci si trova sono comuni a molte stazioni italiane: a Roma come a Milano, Torino e un pochino meno Firenze. Anche quando c’era il filtro di controlli più rigorosi per il coronavirus sui binari si trovavano immigrati e zingari che lì non avrebbero dovuto essere, a cercare di vendere qualcosa con fare deciso e talvolta minaccioso a chi attende il treno sulla banchina”, rivela.

Drammatica la situazione sia di Termini che di Tiburtina a Roma, rivela ancora Bechis. “Ci si riempe la bocca di «riaperture» e di «ripartenza», ma dove volete che vada un Paese che offre questo biglietto da visita a chi arriva nella sua capitale? È una delle prime emergenze non solo di chi dovrà amministrare la città, ma del governo nazionale. A cittadini e turisti devono essere garantiti quel minimo di decoro e sicurezza, altro che discutere se era il caso o meno di puntare la pistola alle gambe di un balordo come Ahmed”, conclude il direttore del Tempo.

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