Legge Zan, stop al Senato. Matteo Salvini: “Affossata dalla sinistra arrogante”

Legge Zan, stop al Senato. Matteo Salvini: “Affossata dalla sinistra arrogante”

 

Fonte:IlTempo 27 ottobre 2021

L’Aula del Senato ha approvato la proposta di non passaggio all’esame degli articoli del ddl Zan. La cosiddetta ‘tagliola’ presentata da Lega e Fratelli d’Italia ha ottenuto 154 voti favorevoli, 131 contrari, e due astenuti. Dopo il voto segreto la presidente di Palazzo Madama, Casellati, ha sospeso la seduta che riprenderà al termine della Conferenza dei capigruppo. La vittoria del centrodestra in Senato è motivo di orgoglio per Matteo Salvini, leader della Lega: “Sconfitta l’arroganza di Letta e dei 5Stelle: hanno detto di no a tutte le proposte di mediazione, comprese quelle formulate dal Santo Padre, dalle associazioni e da molte famiglie, e hanno affossato il Ddl Zan.



Una reazione al voto del Senato è arrivata anche da Alessandro Zan, deputato Pd e primo firmatario del disegno di legge contro l’omofobia: “Chi per mesi, dopo l’approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il Ddl Zan è il responsabile del voto di oggi al Senato. È stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare”.

Per il segretario del Carroccio, adesso è necessario “ripartire dalla proposte della Lega: combattere le discriminazioni lasciando fuori i bambini, la libertà di educazione, la teoria gender e i reati di opinione”. Dello stesso parere Claudio Borghi, che su Twitter ha scritto: “Avevamo dato ogni possibilità di discutere nel merito e correggere le evidenti storture del ddl Zan che avevamo denunciato alla Camera. Hanno voluto fare gli arroganti? Gli è andata male”.

A non averla presa bene è stato soprattutto il promotore della legge, il deputato Pd Alessandro Zan, ma anche il segretario Enrico Letta si è detto amareggiato: “Hanno voluto fermare il futuro, hanno voluto riportare l’Italia indietro. Sì, oggi hanno vinto loro e i loro inguacchi, al Senato. Ma il Paese è da un’altra parte. E presto si vedrà”.

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