Sicilia, Manlio Messina assessore al turismo di FdI rifiuta una tangente e denuncia. Incastrati nomi eccellenti

 

Fonte:Secoloditalia 09 ottobre 2021

Sventata corruzione da parte di un assessore siciliano di Fratelli d’Italia. Lo riporta in esclusiva LiveSicilia, che al caso, con tanto di nomi e cognomi, dedicherà diverse puntate. La buona notizia arriva da Palermo. Dove l’assessore regionale al turismo Manlio Messina, della giunta Musumeci, ha rispedito al mittente una mazzetta da 50mila euro (il 10 per cento)  per un evento musicale. E, attraverso il capo segreteria tecnica, ha denunciato tutto. Incastrando – si legge nell’inchiesta di LiveSicilia – l’intermediaria e i mandanti.


Sicilia, assessore di Fratelli d’Italia rifiuta una tangente e denuncia

Ecco i fatti. Nell’aprile 2021, racconta il quotidiano, un’intermediaria contatta il capo segreteria tecnica dell’assessore Messina, “fidatissimo” di Giorgia Meloni e del governatore Nello Musumeci. La proposta riguarda un evento di spessore, che prevedeva una sponsorizzazione della Regione Sicilia per 500mila euro. “Iniziano le verifiche del progetto – scrive SiciliaLive – il capo segreteria tecnica si muove con discrezione. L’intermediaria propone, verbalmente, una tangente da 50mila euro. Per ‘finanziare il partito’ o ‘metterli in tasca’. Ma le cose non vanno bene alla intermediaria, perché l’assistente e Manlio Messina rifiutano la tangente.

L’intermediaria propone un ‘regalo’ di 50mila euro

Ma non finisce qui. Dopo il no alla promessa solo verbale, rifiutata, la donna mette tutto nero su bianco, con una chat “coperta” da autodistruzione. Una di quelle  chat a tempo, nella quale i messaggi durano appena qualche secondo. La tipa è all’oscura della strategia dell’assessore di Fratelli d’Italia per registrare tutti i messaggi che riceve. Il capo segreteria tecnica rifiuta colpo su colpo tutte le proposte. E scatta immediata la denuncia ai carabinieri. Il quotidiano siciliano descrive i contorni uno scandalo pesante, dice,  che farà tremare alcuni piani altissimi. Perché si mette in moto un “sistema particolare” e scattano “consuetudini” palermitane che il quotidiano renderà note nella sua inchiesta a puntate. Sul caso scoperchiato da Messina stanno indagando i carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo. Che hanno già effettuato perquisizioni e sequestrato telefonini e computer.

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