Botta e risposta a Otto e mezzo. “La differenza tra Draghi e Conte”, Alessandro Sallusti manda in tilt Travaglio

Botta e risposta a Otto e mezzo. “La differenza tra Draghi e Conte”, Alessandro Sallusti manda in tilt Travaglio

 

Fonte:IlTempo 22 ottobre 2021 di Giorgia Peretti

Sallusti manda in tilt Travaglio: democrazia sospesa e pieni poteri

“La differenza tra Mario Draghi e Giuseppe Conte?”. Si discute sul potere decisionale di Mario Draghi negli studi di “Otto e Mezzo”, venerdì 22 ottobre. Ad avere un acceso dibattito nello studio di La 7, ospiti di Lilli Gruber, sono Alessandro Sallusti e Marco Travaglio. Il direttore de “Il Fatto Quotidiano” ha accusato il presidente del Consiglio attuale per il linguaggio e il metodo autoritario nell’attuazione di provvedimenti. Il premier con il suo motto “tiro dritto” ricorderebbe secondo Travaglio molto pericolosamente Benito Mussolini e il fascismo.



Il direttore di “Libero” sembra concordare solo su uno degli aspetti elencati dal collega ovvero che il paese è in uno stato di “democrazia sospesa”. Salvo poi smarcarsi dal ragionamento di Travaglio, sottolineando: “La democrazia è stata sospesa da Conte, che si è dato giustamente i pieni poteri e ha governato il Paese per un anno a botte di Dpcm. Annullando perfino i Cdm, altro che testi scritti prima”. “La differenza – aggiunge poi Sallusti – è che Conte non ha ottenuto alcun risultato, mentre Draghi li ottiene”.

Travaglio sembra accusare il colpo ribadendo che i poteri dell’ex premier erano suffragati da strumenti legittimi per lo stato di emergenza in cui verteva il paese. “Anche Matteo Salvini si deve adeguare – aggiunge Alessandro Sallusti -, perché è nel patto fondativo di questo governo che comanda Draghi. L’auspicio è che sia una cosa a termine, immaginiamo che la fine di questa democrazia sospesa coincida con l’elezione del Capo dello Stato”. Poi una domanda pungente per Travaglio: “Ma com’è che anche Conte e il Movimento 5 Stelle sostengono Draghi in odore di fascismo?”. “Non chiederlo a me, chiedilo a lui – replica il direttore del Fatto con le sopracciglia alzate -. Fosse stato per me i 5 Stelle non sarebbero nemmeno dovuti entrare in questa maggioranza di governo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.