Maria Giovanna Maglie contro Roberto Speranza: “Ministro inetto”. I quattro clamorosi no a Mario Draghi

Maria Giovanna Maglie contro Roberto Speranza: “Ministro inetto”. I quattro clamorosi no a Mario Draghi

 

Fonte:iltempo 13 marzo 2021

Maria Giovanna Maglie boccia la gestione del Covid portata avanti dal Governo di Mario Draghi e attacca in particolare un ministro della squadra di Palazzo Chigi. L’esecutivo, ormai in carica da un mese, se la prende con le nuove misure volte a contenere il contagio da Coronavirus, delle decisioni che hanno portato a frizioni all’interno della squadra di Governo, divisa tra un’ala più aperturista e una che predica il rigore. In particolare la Maglie ha sparato a zero sul ministro della Salute Roberto Speranza – confermato dopo l’esperienza con Giuseppe Conte – definito un inetto.



“Il mio occhio – il messaggio integrale – è ancora arrossato ma il cervello mi funziona e ve lo dico chiaro. No a questo dpcm: è sbagliato. No, se cambia solo il nome, e l’hanno deciso con 6 ministri contro. No, se sul virus continua la tirannia di un gruppo, il Cts, che ha dimostrato di non saper prevenire e affrontare niente in 1 anno. No a un ministro inetto: Speranza. Ps Parlo di una decisione non dell’intero operato a oggi del governo. Per esempio, non so neanche che cosa intendono fare per adeguati indennizzi delle chiusure. Perciò astenetevi da commenti catastrofici e apocalittici, se potete” il post pubblicato su Facebook e Twitter dalla Maglie.

La giornalista ha poi risposto ad alcune domande su un giudizio da assegnare alla Lega, che sta supportando il Governo Draghi: “Lega? Prova a portare dei risultati, suppongo. Si accetta di governare,in una situazione come l’attuale, solo per queste ragioni. Il diritto di critica su un tipo di decisione non implica giudizio negativo già in pochi giorni sul tutto. Sulla pandemia sono critica il resto Staremo a vedere e vedo già segnali incoraggianti”. La Maglie ha poi aperto un nuovo spunto di riflessione più morbido rispetto alla posizione iniziale: “Se una chiusura da qui a Pasqua e non oltre dovesse servire sul modello di Boris Johnson ad accumulare vaccini abbandonando il modello Ue, e ad organizzare terapia di territorio per non intasare più gli ospedali, allora sarebbe accettabile”.

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