Estratto dall’articolo di Giuseppe China per IlTempo.it

Nelle carte dell’inchiesta sul presidente della Liguria, Giovanni Toti i magistrati scrivono che bisogna bloccarlo perché c’è la campagna elettorale. Mi domando: se questa inchiesta dura da anni – afferma con tono pungente in un’intervista al Tempo il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri perché nelle elezioni del passato nulla è accaduto sul piano giudiziario al governatore Toti? La tempistica dell’indagine è davvero strana e complessa da capire, ciò non toglie che la giustizia farà il suo corso».

Il Tempo ha rivelato che il finanziere Pasquale Striano, finito al centro dello scandalo dossieraggio, ha investigato pure sulla vicenda che riguarda il presidente Toti, in particolare sui finanziamenti che ha ricevuto. Cosa ne pensa?
«Innanzitutto mi permetta di dire che mi auguro che il caso di Striano non si sgonfi. Il suo comportamento durante l’incarico presso la Procura nazionale antimafia è stato discutibile. Anche Toti (nel dicembre 2021, ndr) è stato oggetto delle sue osservazioni. Spetta alla Procura di Perugia fare le proprie valutazioni, perché la commissione nazionale antimafia per rispetto dei pm umbri non ha sentito le persone indagate».

Corruzione per esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri di ufficio, le accuse mosse al presidente Toti. Ancora una volta il finanziamento aun politico finisce nel mirino dei pm: occorre modificare l’attuale normativa?
«Inutile negare che bisognerebbe tornare a una forma di finanziamento pubblico per uscire da questa ipocrisia: dove il contributo pubblico non esiste e quello privato è borderline e foriero di indagini. Non ci resta che abolire la politica, come chiedevano in passato i grillini. Voglio lanciare una provocazione: parlando solo sul piano economico hanno avuto un impatto maggiore reddito di cittadinanza e superbonus che il finanziamento pubblico. Quest’ultimo strumento sarebbe costato un ventesimo rispetto alle iniziative volute dal M5s. Mi faccia aggiungere una cosa».

Prego.
«Quel contributo di cui si parla nel caso del presidente Toti è stato registrato nella raccolta fondi ed uno che vuole fare il corrotto di sicuro non lo segna nei contributi elettorali».

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio si è detto «perplesso sui tempi dell’arresto» del presidente della Liguria. Condivide le dichiarazioni del Guardasigilli?
«Senza dubbio, anche alla luce del fatto che per un lungo periodo della sua vita è stato pubblico ministero.Della sua franchezza non ho nulla da eccepire».

Nell’inchiesta della Procura di Genova sono coinvolti due dirigenti di Forza Italia: i fratelli Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, a entrambi è contestata la corruzione elettorale aggravata dal «fine di agevolare Cosa Nostra, e in particolare il clan Cammarata del mandamento di Riesi».
«A loro sarebbe stato affidato il compito di cercare in Liguria i compaesani per farli votare. A un certo punto uno dei due avrebbe voluto candidarsi alle Regionali e nelle intercettazioni emergerebbe il diniego di altri membri del partito. La motivazione? Essendo «di Riesi» avrebbe potuto sollecitare le attenzioni della Direzione investigativa antimafia. Un evidente atto di cautela».

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