Chi ha annullato l’espulsione del killer di Bruxelles: bomba sulla magistratura

Fonte:LiberoQuotidiano

Abdesalem Lassoued, l’attentatore che due sere fa ha ucciso due svedesi a Bruxelles urlando “Allah Akbar”, era sbarcato a Lampedusa nel lontano 2011. Poi, dopo aver fatto diverse tappe in Italia, aveva deciso di spostarsi tra la Svezia e il Belgio, fino al terribile attentato nel centro della capitale belga, a seguito del quale l’uomo è rimasto ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. Stando alla ricostruzione fornita da Fausto Biloslavo sul Giornale, il tunisino, dopo lo sbarco sulle coste italiane, sarebbe stato oggetto di un procedimento per radicalismo islamico a Bologna, poi finito in nulla. “Alla fine – si legge sul quotidiano – doveva essere espulso, ma un magistrato di Bologna annulla il provvedimento di rigetto della richiesta d’asilo”.

Nel frattempo, la polizia italiana aveva segnalato a tutta Europa che si trattava di un sospetto jihadista. Lassoued nasce a Sfax nel 1978. In Tunisia finisce in carcere “per reati comuni e di natura politico-religiosa”. Da lì, però, riesce ad evadere, per poi imbarcarsi insieme ad altri migranti verso Lampedusa. “Nel gennaio 2011 – si legge sul Giornale – viene foto segnalato a Porto Empedocle per ingresso illegale. A Torino, dove lo trasferiscono, gli rilasciano un permesso di soggiorno per ‘motivi umanitari’. Abbandona l’Italia per andare prima in Norvegia e venire rimandato indietro e poi in Svezia. Nel Paese scandinavo rimane dal 2012 al 2014 finendo in carcere”.

“Il futuro terrorista si sistema a Bologna, con una compagna pure lei tunisina, in un alloggio centrale vicino all’Università. E presenta domanda di protezione internazionale il 26 maggio 2016”, spiega Biloslavo, secondo cui poi la domanda sarebbe stata rigettata dalla Commissione territoriale di Bologna. Di qui lo spostamento dell’uomo in un centro di Caltanissetta per il rimpatrio (Cie). Il tunisino però, come ricostruisce sempre il Giornale, “presenta ricorso e il Tribunale di Bologna sospende il no alla protezione internazionale fissando nel 2017 l’udienza per discutere nel merito. Così esce dal Cie, con tanto di permesso di soggiorno, e va in Belgio”.

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