Francia, Macron vuole limitare i social: pronta la stretta in stile regime

Estratto dall’articolo di Christian Campigli per IlTempo.it

Un paese in ginocchio. Una ribellione che non accenna a placarsi. Un Presidente mai così in difficoltà. Sospendere alcune funzioni, come la geolocalizzazione, dai social network. Per limitare il diffondersi delle violenze. Fa discutere e non poco la proposta di Emmanuel Macron, che teme nuove sommosse popolari. Il portavoce dell’esecutivo, Olivier Véran, ha spiegato perché disattivare la geolocalizzazione sarebbe una misura necessaria in questa fase così delicata per la Francia. “È una funzione che permette ai giovani di ritrovarsi in un determinato luogo, mostrando come appiccare il fuoco. Sono appelli all’organizzazione dell’odio nello spazio pubblico”.

L’idea di rendere più controllati i social network era emersa, per la prima volta, quando il Presidente francese aveva incontrato i sindaci più colpiti dalle violenze urbane scaturite dopo la morte del giovane Nahel a Nanterre, nella periferia di Parigi. “Bisogna fare una riflessione sui social network, sui divieti che dobbiamo mettere. E, quando le cose sfuggono di mano, forse dobbiamo metterci nella condizione di regolarli o limitarli”. Il Ministero degli Interni aveva convocato i responsabili di Twitter, TikTok, Snapchat per chiedere di non lasciare circolare appelli alla violenza e domandare aiuto nell’identificazione di casseurs che diffondevano immagini di saccheggi e devastazione.

Un’ipotesi che sta facendo discutere a Parigi e dintorni. In modo se possibile ancora più acceso rispetto alla proposta del leader di En Marche di multare i genitori dei malviventi che stanno mettendo a ferro e a fuoco la Francia. Malviventi per altro, nella stragrande maggioranza dei casi, minorenni. Il capo dello Stato aveva lanciato un appello alle famiglie per “tenere a casa i propri figli”. L’ipotesi di limitare i social è stata bollata come una mossa “tipica da regime”. Gli analisti più attenti hanno sottolineato come, questa proposta, sia la dimostrazione plastica che il governo è in “assoluta difficoltà”.

 

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